
La fisioterapia e l’osteopatia sono due discipline che si occupano della cura e della prevenzione di numerose problematiche muscolo-schelettriche, neurologiche e viscerali che spesso, soprattutto in Italia, vengono confuse e assimilate impropriamente. Questa confusione è stata alimentata da corsi e scuole che hanno creato una grande confusione che necessita di un chiarimento in merito. Per capire la sostanziale differenza tra queste due pratiche bisogna analizzarle i principi fondanti su cui è basata la specifica pratica clinica.
Cos’è la Fisioterapia?
Partiamo dal principio che la fisioterapia è una branca della medicina che si occupa della prevenzione della cura e soprattutto della riabilitazione dei pazienti. È importante sottolineare che deriva dalla medicina tradizionale poiché il modo di valutare, pensare ed agire per eliminare un problema è quello della medicina tradizionale che è molto diverso da quello osteopatico. Quando il paziente riporta un sintomo viene fatta una valutazione specifica per inquadrare il problema (esempio: tendinite) e viene applicata una terapia per sradicarlo attraverso tecniche manuali, macchinari o esercizi.
Inoltre la fisioterapia si occupa della riabilitazione ossia del recupero funzionale dopo un intervento e o un trauma attraverso mobilizzazioni attive e passive ed esercizi.
Il paziente riceve quindi un trattamento nel quale il professionista applica delle leve, dei massaggi, dei macchinari o delle mobilizzazioni per cambiare dall’esterno la funzionalità delle singole parti del corpo del paziente.
Che cos’è l’osteopatia?
L’osteopatia, nei suoi principi tradizionali, ha invece una visione e quindi un approccio completamente diverso da quello medico tradizionale. Il trattamento permette all'intero paziente nella sua interezza di corpo, mente e spirito, di risolvere la causa della propria sofferenza attraverso la naturale capacità di autoguarigione e di autoregolazione. Alleniamo le nostre mani non a trovare la malattia o le parti del corpo che non “funzionano” ma a trovare la Salute, la nostra forma e funzione perfetta, e a potenziarla il più possibile.
Contattare la Salute nel paziente attiva automaticamente dei cambiamenti interni che portano l’intero organismo ad un nuovo equilibrio affinché sia ripristinata una normale funzionalità. Questi cambiamenti non sono guidati dall’operatore ma da un intelligenza presente in noi che regola tutta la natura e che ci permette di crescere, svilupparci, reagire ai traumi e alle malattie e di guarire.
Il nostro ruolo è quello di mettersi in contatto con questo meccanismo e sostenere i processi terapeutici fino alla fine del trattamento.
Non si tratta quindi di una terapia che usa le mani per raddrizzare le varie parti del paziente come spesso si pensa bensì per mettersi in contatto con la capacità di autoregolazione e autoguarigione dell’intera persona.
Perchè tanta confusione?
Purtroppo la pratica osteopatica nei sui 150 anni di storia si è svuotata di molto dei suoi principi fondanti per ragioni politiche, istituzionali e di “vendita” di corsi. Molte tecniche manuali, chiropratiche e orientali sono state mischiate con l’osteopatia e si è creato un minestrone che ha tolto identità e campo di azione al trattamento osteopatico che è diventato esclusivamente una manipolazione del sistema muscolo-schelettrico.
Solo alcuni osteopati hanno lottato per non fare collassare l’osteopatia in una variante della massoterapia o della terapia manuale e l’unico barlume di speranza per la sopravvivenza dell’osteopatia vera rimane quella di andare a nutrirsi direttamente da chi ha mantenuto salde le sue radici.
La fisioterapia e l’osteopatia se mantenute pure sono due medicine che hanno principi, storia, applicazioni e scopi completamente diversi ma se ben applicate risultano entrambe fondamentali per un buon servizio all’umanità.
Comments